Il nostro approccio non è quello tipico di organizzazioni che gestiscono “case di riposo”, con il solo fine di massimizzare il profitto aziendale.
La nostra strada è diversa, perseguita da anni con tenace determinazione e assoluta trasparenza: basti pensare che tutte le nostre Residenze rimangono aperte 24 ore su 24 perché gli ospiti siano veramente liberi, padroni di far venire a casa propria familiari ed amici quando vogliono, di giorno e di notte.
Nella non autosufficienza si determina una situazione di asimmetria strutturale tra la domanda dell’Ospite (limitato nelle proprie capacità valutative, operative e decisionali ed al massimo interpretato dai familiari) e l”offerta di servizi, facilmente tentata dallo sfruttamento dell’ospite anziano perchè orientata a privilegiare gli interessi del conto economico e degli azionisti. Si tratta di una situazione patologicamente squilibrata, che gli economisti bollano come “fallimento del mercato”.
D’altra parte, neppure glienti assistenziali di natura pubblica sono spesso in grado di agire in modo diverso, ancorati perlopiù a criteri burocratico-mansionariali secondo i quali di fatto procedure, schemi ordinatori, suggestioni politico-partitiche pongono in secondo piano la persona ospite.
Questo scenario, pur nella diversità di motivazioni, finalità e regimi, porta a fare sì che le “case di riposo ” diventino sostanzialmente “parcheggi per vecchi”, una logica totalmente rigettata dalla nostra Fondazione, perchè antitetica ai propri principi ispiratori.
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