Più di mezzo secolo al servizio dell’anziano e del più debole

L’Associazione Opera Immacolata Concezione nasce il 5 Agosto 1955 per iniziativa di Mons. Antonio Varotto e Nella Maria Berto. Il loro entusiasmo fece scattare l’idea di un progetto nuovo per la città di Padova, finalizzato ad accogliere otto anziane domestiche ormai non più in grado di lavorare. Un approccio comunitario di vita attraverso la sinergia dei momenti di riposo, di tempo libero, di attività lavorative, di volontariato, di spiritualità, di preghiera, vissuto con una cultura dell’accoglienza insieme solidale e professionale in virtù delle esperienze avute: un’operazione di completa rottura con gli schemi allora vigenti, che riversò nel tempo sull’OIC le aspirazioni di tantissime categorie sociali di pensionati e di anziani con una domanda per quantità e qualità stimolante, che spingeva a nuove e più complesse sfide. Tensione morale e progettualità innovativa furono gli ingredienti – incarnati da allora nel DNA della Fondazione – della prima Residenza di via Gustavo Modena a Padova, la prima struttura per anziani a disporre di stanze a uno e due letti, tutte con bagno e servizi, di una grande cucina in cui divertirsi a fare manicaretti, di sale da pranzo e ritrovi dislocati in ogni piano.

Il secondo decennio di attività (1965-75) vede l’OIC ampliare la propria complessità organizzativa, passando dall’iniziale unica residenza di via G.Modena al ben più ampio scenario del Centro Residenziale Nazareth che, in una superficie di 20.000mq, costituisce un vero e proprio villaggio di oltre quattrocento persone. Villa S.Maria Goretti, Villa Santa Teresa del Bambin Gesù, Villa Stella Maris, Villa Papa Giovanni XXIII, Villa De Gasperi, Villa Kennedy e Villa San Giuseppe sono i nomi scelti per le residenze dagli stessi Ospiti attraverso una democratica votazione; una loro commisione presiede alla scelta dei cibi ed un segretariato sociale si prende cura delle iniziative di animazione e solidarietà. Certamente quindi non la gestione di una fine ma una prospettiva di futuro da vivere. La nuova strutturazione rende ovviamente più complessa la gestione operativa e pertanto si provvede a costituire l’Associazione Opera Immacolata Concezione, trasformata poi il 30/10/1970, DPR n.1006 in Ente Morale, dandosi così un nuovo e più coerente assetto istituzionale.

Il terzo decennio (1975-’85) è caratterizzato dall’uscita del perimetro padovano per corrispondere alla domanda proveniente da varie parti del territorio veneto, e in particolare ad alcune specifiche esigenze quali la possibilità di trascorrere periodi di vacanze. Ecco quindi il Centro di S.Giovanni in Monte sui Colli Berici in provincia di Vicenza e, a seguire, le localizzazioni di Asiago, di Thiene, di Carmignano di Brenta e la residenza di Oderzo.

Il quarto decennio (1985-95) vede l’OIC attivarsi per dare risposta al mutare delle condizioni sociali, dandosi l’obiettivo di estendere anche alla persone in condizione di non autosufficienza la dignità e le opportunità tipiche del suo operare. Parte una specifica sperimentazione presso la Residenza S.Chiara nel complesso della Mandria a Padova dove con successo si dimostra la perfetta compatibilità tra la complessità di gestione di grandi numeri di Persone con il mantenimento di elevati standard qualitativi e di personalizzazione delle prestazioni, anche in condizioni di frontiera di salute.

Nel quinto decennio (1995-05) l’OIC si concentra sull’obiettivo di recuperare l’emarginazione sociale della Persona Anziana, identificando nella centralità dell’intera filiera della vita il perno fondante di una nuova filosofia di approccio, basata sulle logiche della multidimensionalità e della polifunzionalità. Si ridisegna e si completa il Civitas Vitae, si costruisce il nuovo Centro di Vedelago, si ristrutturano, anzi, si rifanno, tutti gli altri Centri qualificandoli con il nome di un testimone cristiano del luogo, si pensa a condurre quello della Parrocchia di Borgoricco. E’ l’epoca della globalizzazione: al Civitas Vitae di Padova e al Centro Botton di Carmignano si insediano rispettivamente le Congregazione delle Suore di S.Maria Regina degli Apostoli di Dhaka (Bangladesh) e delle Suore Missionarie del Calvario di Palai (Kerala, S.India) per vivere e far vivere la dimensione della mondializzazione della solidarietà e quella della spiritualità incarnata nella professione. É l’epoca della tecnologia e si inseriscono la domotica e gli atelier multimediali.

Decennio dopo decennio l’OIC ha dato e continua a dare concretezza operativa e teorica ad una nuova filosofia e metodologia di approccio al mondo dell’Anziano e del Non Autosufficiente, facendo tesoro di un percorso di esperienze che è passato:

  • dall’attivazione di una residenza qualificata per una particolare categoria sociale (primo decennio) alla costruzione di un villaggio integrato progettato secondo criteri di specializzazione e personalizzazione dei servizi resi (secondo decennio)
  • dalla disseminazione nel territorio veneto (in città, collina, montagna) di “villaggi” pensati anche per consentire periodi di soggiorno alternati (terzo decennio)
  • alla predisposizione all’accoglienza delle persone non autosuffi cienti, supportandone lo sviluppo della seppur residua autonomia (quarto decennio)
  • all’intervento organico sulla “filiera anzianità” per dare nuova vita e protagonismo agli anni della terza età, siano essi vissuti nella auto e non autosufficienza (quinto decennio)

Oggi la Fondazione OIC onlus è una tra le più significative realtà europee, sia in termini di capacità ricettiva e possibilità residenziali sia di occupazione e posti di lavoro: le sue residenze nelle province di Padova, a Vicenza e a Treviso, ospitano oltre 2.200 anziani, impiegando più di 1.550 dipendenti di oltre 28 nazionalità. Dal 2009 è attivo presso il Centro Civitas Vitae di Padova il primo Centro Infanzia Intergenerazionale ed altri ne sono in progetto in ognuno dei territori di attività.

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