Esperienze di ortocultura e giardinaggio all’OIC di Asiago

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Il contatto con la natura è un toccasana da sempre. Passeggiare nei parchi, coltivare piante e fiori o semplicemente fare una passeggiata nel verde sono ottimi rimedi per mantenersi in forma.

“La cura dell’orto e delle piante in genere può anche portare a notevoli benefici sia a livello fisico che mentale testimoniati da numerosi studi condotti da ricercatori e scienziati a livello mondiale. Partita in America ed Inghilterra la Horticultural Therapy può essere annoverata tra le terapie non farmacologiche che donano benessere psico-fisico ai malati di Alzeheimer. La pratica di coltivare, infatti, genererebbe una sensazione di benessere fisico e mentale, una sorta di stimolo in grado di facilitare le interazioni con gli altri e la socializzazione. Inoltre, vi è una funzione educativa: conoscendo i cicli di vita delle stagioni e del mondo vegetale si impara il concetto di sequenza temporale e il ciclo colturale dei prodotti. In aggiunta, accresce la pazienza nell’aspettare i momenti giusti per avere la raccolta del prodotto pronto per essere consumato”(da “A me piace curare l’orto e a te?” Loredana Locusta, p. 49, n°11 Residenze Sanitarie mag/giu 2017).

All’interno della residenza OIC di Asiago è da un paio d’anni che le educatrici promuovono un progetto di cura dell’orto con gli ospiti, avvalendosi della collaborazione degli studenti dell’Istituto Superiore “Mario Rigoni Stern” di Asiago, indirizzo “Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale”, per le attività più impegnative dalla semina, alla piantagione, dal diserbo alla vangatura.

Quest’anno si è deciso di creare un orto per gli ospiti autosufficienti gestito in gran parte da loro e da un nostro volontario e un piccolo orto e angolo aromatico con gli ospiti del Nucleo “Nuovi Passi”. L’orto può essere per alcuni un luogo esclusivamente di esplorazione sensoriale, la stimolazione dell’olfatto avviene attraverso piante aromatiche non nocive come il rosmarino, la salvia, il basilico, la menta, la ruta, il timo… piantate e curate direttamente dagli ospiti. Toccare la terra per scavare il solco, annusare e travasare le piantine porta nell’anziano ricordi del passato ormai dimenticati: l’aratura dei campi, la semina e la raccolta dei frutti e delle verdure.

L’attività di cura delle piante rafforza l’autostima del soggetto essendo impegnato in un lavoro dove ci si sente utile nello svolgimento di un compito.

Per altri ospiti l’obiettivo è quello di dar vita ad un processo che utilizza le piante e la relazione con esse per migliorare la qualità di vita. Ogni giorno si esce per dare “un’occhiata” alla crescita del piccolo spazio verde che è una vera e propria passione ricevendo benessere e serenità d’animo.

 

 

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